Camila
Beyoncé si racconta per Vogue america edizione di Settembre
6 agosto 2018
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Gravidanza e accettazione del corpo.

Dopo la nascita della mia prima bambina, credevo a quanto diceva la società su come dovesse apparire il mio corpo.
Ho messo pressione sul mio corpo affinché perdessi in tre mesi il peso del parto e ho programmato un piccolo tour per accertarmi che lo facessi. Ripensandoci, sono stata una matta. Stavo ancora allattando quando mi sono esibita al Revel ad Atlantic City nel 2012.
Dopo i gemelli, mi sono comportata diversamente.

Pesavo 99 kg il giorno che ho dato alla luce Rumi & Sir. Ero gonfia di tossiemia e sono stata a letto a riposo per oltre un mese. La mia salute e quella dei miei bambini era in pericolo, allora ho avuto un parto cesareo d’emergenza. Siamo stati in terapia intensiva neonatale diverse settimane. Mio marito è stato un soldato e un fortissimo sostegno per me. Sono orgogliosa di essere stata testimone della sua forza ed evoluzione come uomo, come migliore amico e come padre. Ero in stato di sopravvivenza e non l’ho compreso fino a molti mesi dopo. Oggi mi sento molto vicina a tutti i genitori che hanno dovuto affrontare questo. Dopo il parto cesareo, il mio corpo era diverso. Avevo subito un grosso intervento. Alcuni organi vengono spostati temporaneamente, e in casi rari vengono rimossi temporaneamente durante il parto. Non sono certa che tutti capiscano. Ho avuto bisogno di tempo per curarmi e riprendermi. Durante il mio ricovero mi sono data amore e cure e mi sono accettata formosa. Ho accettato quello che il mio corpo voleva essere. Dopo sei mesi, ho iniziato a preparami per il Coachella. Sono diventata vegana temporaneamente, ho rinunciato al caffè, all’alcol e ai succhi di frutta. Ma sono stata paziente con me stessa e mi sono goduta le mie curve più piene. E anche mio marito e i miei figli lo hanno fatto.

Penso che sia importante che uomini e donne vedano e apprezzino le bellezza dei loro corpi naturali. Ecco perché mi sono tolta le parrucche e le extensions e ho usato pochissimo trucco per questi scatti.

Oggi le mie braccia, le mie spalle, il mio seno e le mie cosce sono più pieni. Ho un po’ di pancia post parto e non ho alcuna fretta di sbarazzarmene. Penso che sia vera. In qualsiasi momento sarò pronta ad avere gli addominali scolpiti, mi metterò sotto finché non ce l’avrò fatta. Ma adesso la mia piccola FUPA (area pelvica in alto) ed io siamo fatti per essere così.

APRIRE LE PORTE
Finché non ci sarà un mosaico di prospettive provenienti da diverse etnie dietro la lente, continueremo ad avere un approccio chiuso rispetto a come giri davvero il mondo. Ecco perché ho deciso di voler lavorare con questo brillante fotografo di appena 23 anni: Tyler Mitchell.
Quando ho iniziato, 21 anni fa, mi venne detto che sarebbe stata dura per me apparire sulle copertine dei magazines perché “le persone di colore non vendono”. Chiaramente questo è un mito ormai sfatato. Non solo c’è una afroamericana sulla copertina del mese più importante di Vogue, ma per di più questa è in assoluto la prima volta che una copertina viene scattata per Vogue da un fotografo afroamericano.
È molto importante per me riuscire ad aprire le porte a nuovi e giovani artisti. Ci sono troppe barriere culturali e sociali da superare ed io amo fare ciò che posso per poter rendere il campo più equo, per poter offrire punti di vista diversi per le persone che sentono che le proprie voci non contino.
Immagina se nessuno avesse dato una chance alle grandi donne venute prima di me: Josephine Baker, Nina Simone, Eartha Kitt, Aretha Franklin, Tina Turner, Diana Ross, Whitney Houston, e potrei continuare. Sono state loro ad aprire le porte per me, e prego di star facendo il possibile per aprire le porte alle nuove generazioni di talenti.
Se le persone potenti continueranno ad assumere e a portare avanti solo persone che somigliano a loro, che si esprimano come loro, che suonino come loro, che vengano dal loro stesso quartiere, non ci sarà mai un modo di confrontarsi con esperienze diverse rispetto alle loro.
Assumeranno le stesse modelle, cureranno la stessa arte, assumeranno gli stessi attori, ancora e ancora e ancora, e perderemo. La bellezza dei social media è la loro democrazia. Chiunque può avere modo di esprimersi. La voce di tutti è importante, e tutti hanno l’opportunità di dipingere il mondo secondo la propria prospettiva.

DISCENDENZA
Provengo da una serie di coppie distrutte, abusi di potere e mancanze di fiducia. Solo nel momento in cui tutto questo mi fu chiaro fui capace di risolvere i conflitti presenti nella mia stessa relazione. Stabilendo una connessione con il passato e comprendendo che la nostra storia ci rende belli e feriti.
Ho ricercato recentemente la mia ascendenza e ho saputo di provenire da un possessore di schiavi, che si innamorò e sposò una propria schiava. Ho avuto bisogno di metabolizzare quella notizia. Mi chiesi spesso cosa significasse e cercai una mia prospettiva. Ora credo che questo sia stato il motivo per cui Dio mi abbia graziata con i miei gemelli. L’energia di un uomo e di una donna è stata capace di coesistere all’interno del mio corpo e di crescere dentro di me per la prima volta. Prego di poter distruggere le vecchie maledizioni nella mia famiglia e che i miei figli abbiano vite meno complicate.

IL MIO VIAGGIO
Ci sono tante sfumature in ogni viaggio. Niente è solo bianco o nero. Ho passato le pene dell’inferno e sono fiera di ogni mia cicatrice. Ho affrontato tradimenti e il mio cuore si è spezzato in tanti modi. Ho avuto delusioni economicamente e personalmente parlando, ed entrambe mi hanno lasciata a pezzi, sola e vulnerabile. Ma alla fine ho imparato a ridere, piangere e crescere. Penso a me stessa e a chi ero a 20 anni e vedo una giovane ragazza che cresce sicura di sé ma che come obiettivo ha solo quello di rendere felici gli altri attorno a lei. Ad oggi mi sento molto più bella, molto più sexy, molto più interessante.
Molto più potente.

LIBERTÀ
Non amo avere troppe regole. Amo essere libera. Non mi sento viva a meno che io non stia creando qualcosa. Non mi sento felice a meno che io non stia creando qualcosa, a meno che io non stia sognando, a meno che io non stia creando un sogno per renderlo realtà. Non mi sento davvero felice se non sto migliorando me stessa, se non mi sto evolvendo, se non mi sto spingendo avanti, se non sto ispirando nessuno, se non sto insegnando e se non sto imparando.

COACHELLA
Ebbi una visione molto chiara riguardo il Coachella. Fui molto specifica perché la mia idea la avevo visto, la avevo sentita ed era già scritto dentro di me. Un giorno stavo canticchiando a Rumi l’inno nazionale nero mentre provavo a farla addormentare. Ho iniziato a cantarlo a lei tutti i giorni. A quei tempi nello show stavo lavorando ad una versione dell’inno con accordi minori più cupi e belts e urla. Dopo qualche giorno passato a canticchiare l’inno mi resi conto che la melodia non fosse quella corretta. Stavo cantando quello sbagliato. La parte più soddisfacente dello show fu quella di cambiarlo totalmente. Giuro di aver provato un’immensa gioia brillare su di noi. So che molte giovani persone sul palco e tra la folla non avevano idea della storia dell’inno nazionale nero prima di assistere al Coachella. Ma sono certa che compresero il sentimento che gli trasmetteva.
Fu una celebrazione per tutte le persone che sacrificarono più di quanto potremmo lontanamente immaginare, per coloro che hanno spinto avanti il mondo in modo tale che potesse accogliere una donna di colore come madrina di un festival di quella fama.

OTR II
Uno dei momenti più memorabili per me durante l’On The Run Tour II è stato indubbiamente lo show a Berlino nell’Olympiastadion, lo stadio dove si tennero le Olimpiadi del 1936. Quello fu un luogo usato per promuovere l’odio, il razzismo, la divisione sociale e fu il luogo dove Jesse Owens vinse 4 medaglie d’oro, distruggendo totalmente il mito della supremazia della razza ariana. Dopo 90 anni, due persone di colore si sono esibite lí in uno show sold out. Quando io e Jay abbiamo cantato l’ultima canzone, abbiamo visto tutti sorridere, tenersi per mano, baciarsi, e celebrare l’amore. Poter assistere all’evoluzione dell’umanità, poter assistere ad una connessione così forte- vivo per questi momenti.

LEGACY
Mia madre mi ha insegnato l’importanza non solo di essere vista, ma di vedere me stessa. Come madre di due bambine, è importante per me che loro vedano se stesse: nei film, nei libri, sulle passerelle. È importante per me che si vedano come CEOs, come bosses, e che sappiano di poter decidere cosa fare della propria vita – di poter parlare ed esprimersi senza alcuna barriera. Non devono essere un tipo specifico di persona o appartenere ad una specifica categoria. Non devono essere politicamente corrette, finché saranno autentiche, rispettose, compassionevoli, e possano provare empatia per il prossimo. Possono esplorare nuove religioni, innamorarsi di qualsiasi razza, amare chi vogliono amare.
E voglio lo stesso per mio figlio maschio. Voglio che sappia di poter essere forte e coraggioso, ma che sappia di poter essere anche sensibile e gentile. Voglio che mio figlio abbia molta consapevolezza dei propri sentimenti, che si senta libero di essere attento ai sentimenti degli altri, onesto e sincero. È tutto ciò che una donna cerca da un uomo, eppure non lo insegniamo ai nostri figli.
Spero di insegnare a mio figlio di non cadere vittima del giudizio di internet su come lui debba essere o su chi lui debba amare. Voglio creare una rappresentazione migliore del mondo per lui così che possa raggiungere al massimo il proprio potenziale come futuro uomo e voglio insegnargli che la unica vera magia che lui possa realizzare al mondo, è di affermare la propria esistenza.
Sono davvero grata in questo momento.
Sto accettando chi sono. Continuerò ad esplorare ogni centimetro della mia anima ed ogni parte della mia arte.
Voglio imparare di più, insegnare di più, e vivere completamente la mia vita.
Ho lavorato duro e a lungo per arrivare in una posizione dove io possa scegliere di circondare me stessa di ciò che mi riempie e mi ispira.

Writer: Beyoncé // Clover Hope
Photographer: Tyler Mitchell
Stylist: Kwasi Fordjur
Fashion Editor: Tonne Goodman

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