Camila
‘BEYONCÉ’ e ‘4’ tra I 100 migliori album del decennio per Pitchfork
19 Agosto 2014
in News

Dopo la lista delle migliori canzoni del decennio, Pitchfork rilascia una nuova lista con i 100 migliori album del decennio, ed inclusi in essa ci sono ‘BEYONCÉ’ e ‘4’.

14°posto: BEYONCÉ –

Dove eravate quando Beyoncé ha lanciato a sorpresa il visual album ‘Beyoncé’?
Stavo dormendo, ma un sacco di miei coetanei hanno guardato i video fino a notte fonda. Quando mi sono svegliato il 13 dicembre 2013, la scena pop era diversa. Era troppo presto per dire con certezza se dovevamo modificare i nostri rispettivi album dell’anno, per non parlare del decennio finora, ma una cosa era chiara: come esperti tenuti a proclamare la morte dell’album, “L’album” stesso era stato ridefinito.
Eppure, ora che la novità è venuta fuori, ‘BEYONCÉ’ rimane su queste liste perché è sorprendentemente grande. David Bowie e My Bloody Valentine avevano già dimostrato il potere della sorpresa, rilasciando musica senza nessun preavviso nei primi mesi del 2013; “Weird Al” Yankovic aveva accennato l’idea del “visual album” con ‘Alpocalypse’ nel 2011, che aveva un video per ogni canzone. Il vero shock di ‘BEYONCÉ’ era che una professionista esperta, che sembrava avviata verso una mitezza adulto-contemporanea e innocui legami commerciali, ha invece usato il modo più avventuroso, in cui investire il suo denaro, per esprimere una visione alternativa dell’età adulta contemporanea. Sistemarsi, avere figli, lavorare sodo: non è sempre facile e sicuro, ci dice Beyoncé.
Il modo in cui Beyoncé ha ridefinito l’album trasporta oltre a come vuole definire se stessa. I video contano, no? E per quanto riguarda le canzoni bonus? Ma la visione indomabile di Beyoncé è facile da percepire. C’è il romanticismo di ‘XO’, una canzone che John Mayer ha abilmente coverizzato come se fosse sua, la citazione esplicita di Monica Lewinsky in ‘Partition’, il nuovo sostituto dell’album di D’Angelo ‘Rocket’, e la sessualizzazione di Skittles in ‘Blow’. Come l’emozione di “serfbort” che scompare e anche il linguaggio segreto che Jay Z sembra utilizzare per parlare con la madre di sua figlia, in ‘Drunk in Love’, può essere stranamente accattivante. Coloro che non sono interessati a preoccuparsi dei testi di Beyoncé, possono ancora perdersi nelle trame oscure e lussureggianti della sua musica; il ritmo inquietante di ‘Haunted’ ha scatenato un successo meritato a Boots, il produttore, che condivide i credit sull’album con grandi nomi come Pharrell, Timbaland e The-Dream.
Naturalmente non è necessario che qualcuno vi dica che lo slogan di apertura “La perfezione è il male della nazione” è di ‘Pretty Hurts’, o che il discorso sul femminismo è inserito tra “Bow Down Bitches” e ‘*** Flawless’. Nella sua essenza, tuttavia, Beyoncé dimostra magistralmente che, come per una giovane “Miss Third Ward”, descritta in apertura dell’album: un essere umano è realmente trionfante nella sua vita se riesce a raggiungere un obbiettivo: “essere felici.”
Un giorno, alla fine di dicembre 2013, ci siamo svegliati cosi. E qualunque cosa ci dica il calendario, quel giorno non è ancora finito. Che sia la condivisione di un remix irrefrenabile con Nicki Minaj o in attesa della performance ai prossimi MTV Video Music Awards, Beyoncé continua a regnare. – Marc Hogan

39° posto: 4 –

Non era predestinato che Beyoncé diventasse quella che è. Nel 2011, il campo musicale era pieno di grandi nomi come Lady Gaga, Rihanna, Katy Perry, Ke$ha; suoni molto pop concentrati in una piccola manciata di idee. L’album precedente di Beyoncé, ‘I Am … Sasha Fierce’, ha avuto un grande successo, ma i fan non hanno sostenuto il progetto nel suo complesso. La tentazione di muoversi verso il genere pop era lì, ma con “4”, Beyoncé ha scelto di giocare a lungo termine, facendo un album che si basa su suoni più adulti del classico R&B. Solo Beyoncé avrebbe potuto fare un album come questo: è necessario avere un grande controllo vocale ed emozione per fare una canzone, che brucia lentamente, come ‘1+1’, dal suono teso e trascendente, e una personalità specifica per infondere una canzone come ‘Countdown’. Portando idee più underground, come un pre-Channel Orange di Frank Ocean e Major Lazer, ‘4’ ha evitato le insidie del sicuro, creando invece la piattaforma perfetta per Beyoncé la pop star, una regina per tutti. – Kyle Kramer

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